Gravidanza: mare o montagna?

Quali precauzioni adottare, se in dolce attesa, in base alla meta vacanziera prescelta? 

Lo abbiamo chiesto al Dott. Claudio Paganotti, specialista ginecologo dell’Istituto Clinico Città di Brescia. “La gravidanza - ci ha spiegato - non è un motivo per rinunciare alle vacanze. Ovviamente, prima di partire, è opportuno consultare il ginecologo. In ogni caso è meglio scegliere luoghi non troppo lontani, dove siano disponibili strutture ospedaliere. 

Se si sceglie il mare, è bene evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde, cioè tra le 11.00 e le 16.00, usare una crema ad alta protezione solare, soprattutto sul viso, per evitare la formazione di macchie (cloasma gravidico) ed indossare un cappellino. Non esistono controindicazioni all'abbronzatura sul pancione. Comunque, anche con una protezione solare alta, la linea alba (la linea verticale che attraversa l'ombelico) diventa linea nigra, cioè scura per l'aumentata attività dei melanociti, stimolati degli ormoni della gravidanza. È possibile indossare il bikini e passeggiare nell'acqua ad altezza polpacci per stimolare la circolazione ematica. Sconsigliato, invece, mettere l'asciugamani sulle gambe per proteggerle dal sole, perché si creerebbe un effetto sauna, dannoso per i capillari”. 

Quali sono invece gli accorgimenti più utili per chi ha scelto di vivere le proprie vacanze in montagna? 

“Quando si sceglie la montagna, ci ha spiegato il Dott. Paganotti, è bene evitare le destinazioni con un'altitudine superiore ai 1.500 metri. A causa della labilità dell'apparato cardiovascolare in gravidanza, infatti, possono manifestarsi sintomi da mal di montagna (nausea, cefalea, vertigini, perdite di sangue dal naso), in particolare se la salita, in auto o in funivia, avviene rapidamente.

È bene usare una crema ad alta protezione per il viso: anche se il clima è meno caldo rispetto al mare, i raggi ultravioletti sono presenti e meno filtrati. Utili le passeggiate all’aria aperta, ricordandosi che l'equilibrio, a causa del nuovo baricentro del corpo, è piuttosto precario, quindi è più facile inciampare e/o cadere. Ovviamente bisogna evitare trekking e sci”.

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