Chirurgia ginecologica mininvasiva

Quali sono le patologie in campo ginecologico che beneficiano delle tecniche endoscopiche? Lo abbiamo chiesto al Dott. Carlo Gastaldi, Responsabile dell’U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Istituto Clinico Città di Brescia.

“Per quanto riguarda le patologie che interessano la cavità uterina (come per esempio polipi, fibromi sotto-mucosi, aderenze intra uterini, setti uterini) oramai la tecnica endoscopica è da considerarsi routinaria. Un intervento di isteroscopia dura pochi minuti, può essere eseguito anche in anestesia locale, spinale o generale e la paziente viene dimessa in giornata (day-Hospital). La laparoscopia trova oggi indicazione in tutta la patologia benigna: cisti ovariche, miomi uterini, patologia delle tube, presenza di aderenze che coinvolgono l’apparato riproduttivo, infertilità. Tuttavia anche la rimozione dell’utero, con alcune limitazioni, viene eseguita oramai per via laparoscopica. Anche la patologia ginecologica oncologica trova attualmente sempre maggiore spazio in laparoscopia”.

In chirurgia ginecologica mininvasiva è bene specificare come sia importante un training da parte del chirurgo per eseguire questa tecnica al meglio.

Come ci ha confermato il Dott. Gastaldi "la tecnica laparoscopica necessita di un particolare training per l’operatore. Il punto più importante è la capacità di operare guardando un monitor e senza avere un contatto diretto con i tessuti. Questo ha stravolto la tecnica chirurgica tradizionale e portato alla necessità di un training particolare per il chirurgo endoscopico. Non è un caso che i migliori chirurghi endoscopici siano anche bravi ed allenati con dei video giochi! Tuttavia va sempre ricordato che nel bagaglio culturale di un chirurgo endoscopico deve sempre esserci la chirurgia a “cielo aperto” in quanto può essere necessario completare alcuni tipi di intervento in maniera tradizionale”.

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