Il gomito non è solo del tennista: l'epicondilite può colpire chiunque

Come ci ha spiegato il dott. Ignazio Marcoccio, specialista in chirurgia della mano e microchirurgia ortopedica dell'Istituto Clinico Città di Brescia, “si tratta di un'infiammazione dolorosa dei tendini che collegano i muscoli dell'avambraccio alla parte esterna del gomito. È chiamata epicondilite ma è più nota con l'accezione di 'gomito del tennista', anche se si tratta di una tendinite inserzionale che affligge in particolare coloro i quali espongono a maggior tensione le strutture muscolari-scheletriche interessate dal disturbo soprattutto per ragioni squisitamente professionali e indipendentemente dalla pratica di un'attività sportiva.

Il gomito del tennista è determinato da un sovraccarico funzionale ed è tipico nei soggetti che sono costretti a ripetere determinati movimenti. I sintomi si sviluppano gradualmente ma, in alcuni casi, questo disturbo può diventare estremamente invalidante: il dolore, irradiato dal gomito a tutta la fascia dorsale sino al polso e alle dita, esordisce con lieve intensità per poi progredire e peggiorare con il passare delle settimane. Si avverte dolore nella parte esterna del gomito e dell'avambraccio, perdita di forza nella presa e si fa fatica persino a versare l'acqua dalla bottiglia al bicchiere”.

Che fare in questi casi?

“Può essere utile il posizionamento di un tutore o bracciale sul gomito, oltre a sottoporsi ad alcune terapie (laser, ultrasuoni ed onde d'urto) con l'ausilio di un buon fisioterapista. Nei casi più severi, invece, si può ricorrere ad un ciclo di infiltrazioni a base di cortisone. Qualora tutto questo non producesse i risultati sperati, è consigliato il ricorso alla chirurgia”.

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