In cosa consiste l’artroscopia di polso?

Dal 20 al 24 novembre si è tenuto a Monza, presso l’Ospedale San Gerardo, il XXIII Corso teorico-pratico di Traumatologia e Microchirurgia della Mano dove il Dott. Ignazio Marcoccio, specialista in Chirurgia della Mano e Microchirurgia dei Nervi dell’Istituto Clinici Città di Brescia, è stato inviato a parlare della sua esperienza in materia di artroscopia di polso. “Questa tecnica chirurgica - ci ha spiegato il Dott. Marcoccio - non più nuova visto che esiste da ormai 30 anni, negli ultimi dieci ha avuto un impulso molto importante diffondendosi in molti centri dal momento che, se ben eseguita, consente di trattare un numero sempre più crescente di lesioni del polso, siano esse di origine traumatica, legamentosa oppure ossea.

Si tratta di una tecnica che pratico da molti anni e che illustro volentieri durante il periodo di formazione dei giovani chirurghi. È bene ricordare come l’artroscopia di polso possa essere eseguita da tutti: chiunque può approcciarsi a questa metodica che non è elitaria ma, al contrario, risulta essere uno strumento indispensabile per il chirurgo della mano. Si tratta di una tecnica chiusa e mininvasiva che affianca le tecniche chirurgiche tradizionali, cosiddette ‘aperte’, in maniera complementare. Durante la sessione a me dedicata, mi sono soffermato sul trattamento delle lesioni del complesso fibrocartilagineo triangolare - le lesioni ulnari del polso per intenderci - mostrando l’ampia casistica sin ad oggi trattata ai giovani chirurghi plastici presenti dando vita ad un proficuo e partecipato scambio di vedute”.

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