Incontinenza: un imbarazzante disturbo

Gravidanza, menopausa e obesità possono favorire l’incontinenza che, come ci ha spiegato il Dott. Danilo Zani, Responsabile dell’U.O. di Urologia dell’Istituto Clinico Città di Brescia, può presentarsi in tre tipologie differenti.

“La più comune è quella ‘da sforzo’: in genere si verifica con l’avanzare dell’età, anche se può incidere la familiarità, in particolare per quanto riguarda la lassità dei legamenti. Si chiama così perché le perdite si avvertono quando si compiono, appunto, degli sforzi, ma può bastare anche un semplice colpo di tosse; per questa tipologia d’incontinenza possono incidere il numero delle gravidanze e/o i parti difficili, oltre che altri fattori come per esempio l’obesità.

La seconda tipologia di incontinenza è quella definita ‘da urgenza’. In questo caso il disturbo è legato al malfunzionamento di un muscolo della vescica chiamato detrusore. Questo muscolo dovrebbe restare rilassato fino al riempimento della vescica ma può succedere che si attivi prima, suscitando lo stimolo di far pipì. Le cause di questo tipo d’incontinenza non sono note: possono essere collegate a malattie sistemiche come il diabete, micro neuropatie o angiopatie oppure a problematiche neurologiche che riguardano il controllo dei nervi della vescica. Infine, la terza tipologia d’incontinenza, è quella ‘mista’: in questi casi si presentano sia i sintomi di quella da sforzo, sia quella da urgenza”.

L’incontinenza è un disturbo che interessa quasi due donne su tre e che di solito si intensifica in menopausa o in seguito ad un parto difficile. Fortunatamente oggi esistono terapie adeguate per la cura dell’incontinenza.

“Nei casi di incontinenza lieve o moderata si può avvertire un miglioramento con la fisiochinesiterapia, una ginnastica che prevede esercizi per rinforzare il muscolo pelvico. Sono sconsigliati, invece, esercizi troppo faticosi in palestra che peggiorano la situazione. Opportuno anche ridurre l’assunzione di bevande come il caffè che stimola lo svuotamento della vescica. In alcuni casi può essere utile il ricorso a farmaci che aumentano il tono di chiusura dell’uretra e rilassano la muscolatura della vescica. Di fronte, invece, ad un’incontinenza grave si può optare per l’intervento chirurgico, oggi mininvasivo, che comporta l’inserimento di piccole benderelle al di sotto dell’uretra in modo da sostenerla”.

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