L’importanza del team work nel Rapid Recovery: le figure professionali che seguono il paziente

Affinché il Rapid Recovery - il programma rivolto a tutti i pazienti che devono sottoporsi ad un intervento di protesi d’anca o di ginocchio - sia efficiente, ci spiega il dott. Tommaso Vetrugno, Responsabile dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia sez. X all’Istituto Clinico Città di Brescia e per ottimizzare i tempi di degenza del paziente, è opportuno specificare come il raggiungimento del risultato sia conseguibile grazie al lavoro di squadra del team work.

Ma chi sono i componenti di questo team multidisciplinare e quali mansioni svolgono? Il team è composto, oltre che da chirurghi ortopedici (Dott. Tommaso Vetrugno, Dott.ssa Deila Livella e Dott. Marcello Martino), anche da anestesisti (Dott. Pietro Sebastiano e Dott. Gianluca Ghirardi), riabilitatore fisioterapista (Dott. Andrea Malvicini), psicologa (Dott.ssa Veronica Tristaino) e coordinatrice infermieristica (Nunzia, coadiuvata da Simona ed Agnese). 

IL RUOLO DELL’INFERMIERA 

L’infermiera è la figura professionale che sta accanto al paziente per tutto il periodo della sua degenza, dal momento del ricovero e fino alla dimissione. Garantisce assistenza nella preparazione all’intervento, assistenza post-operatoria, somministrazione terapia, sorveglianza continua per la prevenzione dei rischi e delle complicanze, educazione sanitaria al recupero precoce ed in sicurezza dell’autonomia nelle attività di vita quotidiana (alzarsi dal letto, lavarsi, vestirsi, alimentarsi, ecc). 

IL RUOLO DELLO PSICOLOGO

Accoglienza e supporto degli stati emotivi del paziente (ansia, depressione, basso tono dell’umore) e consapevolizzazione sulle fasi successive all’intervento e sugli stati emotivi vissuti dal paziente. Questa la mission dello psicologo che offre il proprio contributo sulla base di una specializzazione in campo protesico. È dimostrato, infatti, che il supporto psicologico agisca efficacemente sulla modalità di ripresa del paziente. I colloqui avvengono in forma strettamente riservata e possono essere richiesti anche da familiari o caregiver vicini al paziente nell’interesse dello stesso. Lo psicologo è presente al momento del ricovero in affiancamento all'ortopedico, effettua un colloquio sia all’ingresso in reparto, sia in dimissione, e resta a disposizione, a seconda della sua reperibilità, per chiunque necessiti di supporto durante il percorso.

IL RUOLO DELL’ORTOPEDICO 

Sulla guida delle radiografie eseguite durante il pre-ricovero, il chirurgo eseguirà il planning dell’intervento per la scelta del tipo di protesi e delle sue misure, sia per la protesi d’anca che per quella del ginocchio. La durata media dell’intervento, sia esso di protesi d’anca o di ginocchio, è al di sotto dei 60 minuti. 

IL RUOLO DELL’ANESTESISTA

Primo obiettivo dell’anestesista è conoscere il paziente e la sua storia sanitaria per valutare il rischio operatorio e ottimizzare la sicurezza dell'intervento e del ricovero. Quasi sempre si effettua l’anestesia spinale sia per la minor comparsa di dolore cronico, sia per la minor comparsa di vomito e nausea postoperatori, ma talvolta lo stato di salute del paziente condiziona la scelta dell’anestesia. In genere l’effetto dell'anestesia termina entro le due ore dal rientro in reparto ma la durata dipende dal farmaco utilizzato e dal suo dosaggio. 

IL RUOLO DEL FISIOTERAPISTA

Per una riabilitazione più efficace è importante arrivare preparati all'intervento. Per questo il giorno prima dell’intervento ogni paziente ha in programma un incontro con il fisioterapista che illustra i movimenti base per svolgere le attività quotidiane con la nuova articolazione e spiega come camminare con gli ausili (stampelle), come alzarsi, come sedersi e come fare le scale, illustrando anche gli esercizi utili per prevenire edemi, rigidità e per rinforzare la muscolatura. La riabilitazione inizia il giorno dell’intervento e dura circa 30’. Il fisioterapista raggiunge il paziente in camera e inizia la movimentazione: stazione eretta, deambulazione, mobilizzazione articolare. Appena il paziente sarà in grado di ripetere a letto in autonomia gli esercizi illustrati, la riabilitazione diventa più intensiva con due sedute giornaliere proseguendo fino alla dimissione e, successivamente, per altri 10/20 giorni secondo necessità a livello ambulatoriale o a domicilio.

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