Lesione meniscale: non sono tutte uguali

​Esistono  tre diverse tipologie di lesione meniscale: quella radiale, dal bordo del piatto tibiale verso il centro del menisco, quella longitudinale, che segue parallelamente la forma di mezzaluna del menisco, ed infine a flap, quella che parte come lesione radiale ma che si propaga in direzione longitudinale.

Quali sono le cure in questi casi?

Come ci ha spiegato il Dott. Fulvio Modonesi, Responsabile insieme al Dott. Franco Rossi dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia sez. I dell’Istituto Clinico Città di Brescia, “per quelle radiali e longitudinali si devono considerare la stabilità della lesione e il tipo di attività praticata. Se si tratta di pazienti non sportivi o sportivi a livello amatoriale e la lesione è stabile, si può intervenire con un trattamento fisioterapico adeguato alla situazione personale. Se, invece, la lesione diventa successivamente instabile, è necessario ricorrere all’intervento chirurgico”.

Che tipo di intervento si esegue?

“L’operazione si effettua in day-hospital in artroscopia, cioè con una telecamera e degli appositi strumenti di lavoro inseriti nella parte da trattare attraverso piccole incisioni. In seguito all’intervento, se il menisco lesionato è il mediale, è opportuno avvalersi delle stampelle per la prima settimana, iniziando anche la fisiokinesiterapia e sottoponendo l’arto a carico parziale. In tre/quattro settimane circa si torna alle attività del quotidiano. Nel caso di lesione del menisco esterno, invece, i tempi di ripresa sono più lunghi, generalmente quaranticinque/cinquanta giorni. In entrambi i casi, comunque, è fondamentale non solo sottoporsi ad uno specifico percorso fisioterapico, ma anche effettuarlo secondo i propri tempi tramite l’aiuto di un fisioterapista qualificato”.

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