Protesi d'anca bilaterale: il successo di una tecnica mininvasiva posterolaterale e anteriore avanzata

Grazie all’evoluzione della tecnica e in relazione all’avvento della chirurgia mininvasiva, da alcuni anni i migliori chirurghi ortopedici effettuano l’impianto di protesi di anca contemporaneamente su entrambe le articolazioni

Se le vostre anche sono malconce è bene non disperare: operare le articolazioni in un'unica occasione è possibile. L’intervento bilaterale, però, non è adatto a tutti: prima di ricorrervi, infatti, bisogna valutare con attenzione pro e contro. Senza dubbio ha il duplice vantaggio di un’unica anestesia e di ridurre in maniera significativa i tempi di recupero. Ne parliamo con il dott. Alberto Consoli e il dott. Giovanni Simonini, Responsabili dell'U.O. di Ortopedia e Traumatologia sez. VI dell'Istituto Clinico Città di Brescia, un'unità da sempre conosciuta e apprezzata in ambito di chirurgia protesica di anca e ginocchio. Artrosi dell'anca: un italiano over 60 su quattro ne soffre.

Di che patologia si tratta?

“È una patologia degenerativa - ci hanno spiegato - che si manifesta con dolore all’inguine e alla coscia determinando progressiva difficolta alla deambulazione. Non è infrequente che l'artrosi dell'anca colpisca entrambe le articolazioni del malato, che quindi risulta candidato all'intervento di sostituzione protesica bilaterale quando i trattamenti conservativi (farmaci antinfiammatori vari e terapia fisica) siano divenuti inefficaci.

Classicamente si programma prima l'intervento sull'anca più dolente e, dopo almeno quattro-sei mesi, si può procedere ad intervenire sull'altra anca. Sempre più spesso, però, capita che i pazienti affetti da coxartrosi bilaterale dell'anca ci chiedano di poter essere sottoposti ad un intervento "in contemporanea" cioè in una sola seduta operatoria. E questa richiesta viene per lo più da quei pazienti più giovani, ancora attivi lavorativamente parlando, e quindi desiderosi di recuperare quanto prima uno stile di vita normale”. 

 

X