Nati per la cultura: un passaporto culturale per il neonato

Negli ultimi anni la medicina e il mondo sanitario hanno riaffermato il ruolo dei bisogni legati alla sfera delle discipline umane (arte, storia, filosofia) come nuovi strumenti per "fare salute", per trovare modi innovativi per parlare di cura, per rifondare anche la lingua della pratica clinica. Su queste premesse è stato ideato Nati con la Cultura: il progetto parte dal principio che l'arte può trasformarsi in una potente risorsa di benessere, rigenerazione e potenziamento creativo per tutti gli esseri umani, a partire dai primi anni di vita, determinanti nello sviluppo della personalità, secondo quanto asseriscono gli psicologi interazionisti.

Ma in che modo è possibile far incontrare il mondo delle famiglie con il museo? In che modo il momento della maternità e della paternità può essere associato ad una opportunità educativa che può trasformarsi in un talento per la vita futura dei bambini? Come il museo e il mondo sanitario possono accompagnare le responsabilità genitoriali? 

Nati per la cultura è un progetto che si pone come obiettivo principale di dare voce alla capacità dei Musei e del patrimonio storico artistico urbano di far parte della vita delle famiglie e dei  bambini fin dai primi passi e a creare  le condizioni per renderli  sempre più  casa, percepiti dalla collettività come luoghi "Family and Kids Friendly", risorsa attiva di una comunità educante. Dall'11 luglio questa iniziativa è in vigore anche a Brescia e, per ciascun bambino nato presso gli Istituti clinici Città di Brescia e S. Anna (così come presso gli Spedali Civili e la Fondazione Poliambulanza), verrà consegnato dai medici un Passaporto Culturale. 

Nati per la cultura è un’iniziativa concepita dalla onlus Fondazione Medicina a Misura di Donna, già sperimentata con successo a Torino presso l’ospedale Sant’Anna ed in molti musei piemontesi, con la quale si intende proporre un percorso di accoglienza museale (destinato alla fascia 0-3 anni) e di accompagnamento nel ruolo genitoriale. Alla luce dei lusinghieri risultati conseguiti, Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, condividendone le finalità con le Unità Operative di Ginecologia ed Ostetricia delle strutture ospedaliere cittadine, hanno deciso di estendere questo progetto anche nella nostra città per sottolineare, anche in questa occasione, come i luoghi della cultura debbano essere sempre più luoghi di cittadinanza ed aggregazione.

Ma come funziona?

“Ad ogni bambino nato presso gli Istituti clinici Città di Brescia e S. Anna (così come presso gli Spedali Civili e la Fondazione Poliambulanza) verrà consegnato un Passaporto Culturale: la cultura entra in questo modo a far parte delle raccomandazioni per una buona crescita. La famiglia, nel corso del primo anno di vita del bambino, potrà visitare gratuitamente i luoghi simbolo della nostra città (Museo di Santa Giulia, Brixia. Parco Archeologico di Brescia Romana, il Museo delle Armi Luigi Marzoli, il cinema Nuovo Eden e, da gennaio, anche la nuova Pinacoteca Tosio Martinengo) quando lo vorrà e scegliere un'opera o un ambiente per scattare una foto ricordo con il neonato che diventerà subito "cittadino della cultura".

Nati con la Cultura intende creare, fin dai primi momenti di vita, un legame tra il cittadino e il patrimonio culturale. Il passaporto, la foto di famiglia e la sua eventuale condivisione sulle piattaforme social del museo, sarà il primo passo per stabilire con l'istituzione culturale un legame di affetto e di familiarità, per percepire le sue sale come una casa comune che può contribuire al benessere dei singoli e della società. Concependo la cultura come ius soli, diritto alla nascita in un luogo, il progetto vuole avvicinare alle istituzioni culturali ampie fasce di pubblico. Partito da Torino ma già sbarcato in Lombardia, con Pavia e Brescia tra le prime città ad averlo sposato, questo progetto intende diventare un modello adottabile nel mondo come forma profonda di appropriazione del patrimonio.

Nati con la Cultura mira, dunque, a rafforzare il senso di identità e di appartenenza per i nuovi cittadini, italiani e soprattutto stranieri perché, in fondo, la cultura fa bene alla salute a partire dai primi anni di vita!

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