Emodinamica

Responsabile: Dott. Lanfroi Graziani

Ambulatorio
Centro Alta Specialità
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  • EQUIPE
  • ATTIVITÀ CLINICA

    L’attività del Centro di Emodinamica è rivolta principalmente alla popolazione diabetica e dializzati, nei quali è comune la coesistenza di patologia cardiovascolare, vascolare e cerebrovascolare, spesso accompagnate da insufficienza renale.

    DIABETE E MALATTIA CARDIOVASCOLARE
    - Diagnosi precoce
    - Prevenzione Secondaria
    - Valutazione della migliore strategia di trattamento
    - Riduzione dell’uso di mezzo di contrasto e prevenzione del rischio di insufficienza renale
    - Diagnosi e gestione terapeutica  integrata delle co-morbilità cardio – cerebro – vascolari

  • INTERVENTI


    - Angiografia periferica e rivascolarizzazione
    - Coronarografia e angioplastica coronarica
    - Angiografia e stent carotideo


    La malattia delle arterie coronarie e periferiche è conseguenza del processo di arteriosclerosi in cui si formano ispessimenti interni e formazione di placche per depositi di sostanze lipidiche nell'intima; in conseguenza di questi eventi si formano fibrosi, calcificazioni e restringimenti delle arterie; deriva la riduzione dell’apporto di sangue al miocardio arti inferiori ed encefalo, che può determinare una sintomatologia connessa al processo ischemico.

    Le caratteristiche cliniche più comuni sono:
    -Dolore precordiale
    -Alterazioni ecg-grafiche
    -L’ischemia periferica e carotidea, che si manifesta con vari quadri di interessamento con lesioni trofiche e deficit neurologico.

    Una particolare menzione merita il Diabete e l’associata patologia cardio-cerebro-vascolare:

    La malattia diabetica interessa il 3-8% della popolazione occidentale.
    I soggetti con diabete mellito tipo 2 (o dell’età adulta) presentano una incidenza di infarto miocardico e morte cardiaca da 2 a 4 volte maggiore rispetto alla popolazione normale .
    Le malattie cardio-vascolari, la cui definizione include la malattia coronarica, la malattia cerebrovascolare e la malattia vascolare periferica, rappresentano il 70-75% delle cause di decesso nei pazienti diabetici.
    La causa in assoluto più frequente è comunque rappresentata dalle complicazioni della malattia coronarica che, nei diabetici, da sola rappresenta oltre il 50% del totale delle cause di morte .
    La concomitante presenza di arteriopatia periferica nei soggetti diabetici incrementa fino a 15 volte il rischio di malattia coronarica e cerebrovascolare.
    La presenza di ischemia miocardica silente rappresenta un aspetto tipico del paziente diabetico.
    La causa è attribuibile all’esistenza, in molti soggetti diabetici, di un quadro di neuropatia autonomica del cuore che è responsabile della diminuita incidenza del dolore anginoso, rendendo più complicata e difficoltosa la diagnosi di coronaropatia .
    E’ noto che nei diabetici i sintomi anginosi tipici possono mancare, sostituiti da altri meno specifici quali dispnea da sforzo, facile stancabilità o dispepsia.
    Infatti i pazienti diabetici spesso non riferiscono dolore al torace, sia in presenza di angina instabile che di infarto miocardico.
    Questo ritardo nella diagnosi di malattia coronarica contribuisce alla più alta mortalità rilevabile nei diabetici, a causa della cardiopatia ischemica.
    Anche l’angina da sforzo o il dolore toracico evocato durante un ECG da sforzo sono meno presenti nel diabetico, aumentando così le difficoltà di riconoscimento di una concomitante malattia coronarica.
    Test non invasivi quali ECG da sforzo, scintigrafia con dobutamina o da sforzo, ed eco-stress, possono essere utili per rilevare la presenza di una malattia coronarica silente, ma la loro sensibilità e specificità risultano variabili se non insufficienti nei diabetici.
    Inoltre quasi tutti i diabetici con arteriopatia periferica, specie se complicata da ulcere, sono incapaci di produrre lo sforzo fisico necessario in 2 dei 3 test prima menzionati.
    Il nostro approccio avanzato per la diagnosi di malattia coronarica silente, da circa 10 anni si avvale dell’uso della tecnica diagnostica del calcium-scoring.
    Questo esame TAC computerizzato, che non utilizza mezzi di contrasto, da sempre ha un ruolo primario e di rilievo nelle linee guida cardiologiche internazionali per  determinare, mediante misurazione dell’indice di Agaston, il rischio di mortalità e morbilità per eventi cardiovascolari.
    Il raggiungimento di valori superiori a 400 unità Agaston in un diabetico sospetto portatore di malattia coronarica silente, ci indica la necessità di eseguire un esame coronarografico, che nel 75% dei casi rivela lesioni coronariche significative e capaci di portare all’infarto miocardico.
    L’esame coronarografico rappresenta naturalmente la più accurata metodica di indagine per la diagnosi di malattia coronarica.
    I diabetici presentano inoltre una disfunzione dell’endotelio dei vasi arteriosi rappresentata da ben documentate anormalità di tipo sia anatomico che funzionale.
    Il danno endoteliale si manifesta con una marcata predisposizione allo sviluppo di ostruzioni arteriosclerotiche e con la scomparsa dei capillari nutritizi propri dell’endotelio vasale stesso.
    Il 10% dei soggetti diabetici presenta ulcerazioni prevalentemente di tipo ischemico agli arti inferiori.
    Le complicanze ischemiche periferiche della malattia diabetica vengono denominate piede diabetico ischemico e rappresenta una delle principali richieste assistenziali nel diabete.

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